L’anewE

È arrivata la neWe!! Pure a Empoli!! Questo è un evento abb’asthanza raro…

È cominciata jeri sera, con un po’ di nevischio, poi fiocchi un po’ più grossi, ma sempre acquosi…poi i fiocchi, belli, grossi e attaccosi.

Stamattyna era così, silenzioso e tutto bianco.

E OGGI PUPAZZO!!!!

Annunci

Ora crollo…

No, non mi riferisco alla virilità del giovane premier, ma a me stesso…

Complice un seminario di lunedì al quale non posso mancare, jeri non sono partito, e sono stato raggiunto dalla mamma a Siena. Io già immaginaWo una mattinata tranquilla all’insegna della biNbetta arrrabbiona e al massimo d’una passeggiata in giardino, nell’attesa di una passeggiata pomerydiana per la città, che col palio in vista diventa straordinariamente elettrica.

Ma ben altro filo stavano preparando le perfide parche…tutto andava secondo i piani, alle dieci avevo finito di foraggiare la belva, e già mi preparavo all’ozio quando la nonna mi avvertiva che le frasche per accendere il forno in vista della panificazione erano finite…CAZZOOOOOOO! Ok…mi cambio e armato di pennato&pazienza vado al mucchio e comincio l’opera, sotto un misto di pioggia&sole…un Humido che ve lo racchomando!

Finisco, il fuoco va che è una meraviglia, la vecchia non dovrebbe più scocciare, dato che deve impastare un bel pò di farina…ma ecco che arriva il nonno…”Oh…visto che sei già vestito…taglia l’erba del prato, e poi visto che ci sei scorcia la siepe…” Sgrunfl! Finisco all’una e mezza, giusto in tempo per una doccia, pranzo e motoGP, seguito con la biNbetta sguinzagliata per la stanza, con una sola idea in testa: Popparmi le scarpe.

Arriva la mamma….ok…ora si esce…NO! Perché nel frattempo ha ricominciato a piovere “come le funi”. Quindi chiusi in chasa…ma tanto il da fare non manca…Vi ricordate la libreria? Ecco…una buona parte di libri e documenti era seNpre nelle buste. Alla pressione della nonna ho sempre resistito…ma stavolta erano in due…beh…almeno la camera di mio fratello è in ordine.

Cena&dopocena passati con la jena…ora d’orme in camera mia con la mamma, ma tutte le volte che ci gioco per farla stancare mi chiedo: ma sono io che stanco lei, o è lei che stanca me?

P.S.

Il pane è venuto spettacolare!

Contro natüra?

Oggi il cinegiornale di regime passa una notizia churiosa: Una coppia di pinguini maschi, gay, ha adottato un pulcino rifiutato e lo sta curando e allevando come se fosse loro. I pinguini mi stanno sympatici, da seNpre…ma da oggi mi stanno anchora più simpatici!

Ora la questione è annosa…chi glielo spiega alla binetti  che ai pinguini di quello che dice il papa non gli frega nulla?  E soprattutto…chi Nielo spiega a quei due zozzoni che quello che fanno è contro natura e che hanno bisogno di uno psichologo per guarire?

Il tempo

(Rieccomi! Mattinata impegnativa, stiamo chiudendo due articoli piuttosto importanti…e stamani di tempo ne ho avuto con il contagocce…)

Non parlo del teNpo atmosfericho, che oggi qui fa abbastanza schifo…no…parlo di quello che passa, che scorre irreversibile, che a volte sembra fermo, e a volte va così veloce che tutto sembra scivolarci addosso…Si nasce, si cresce, si invecchia e si muore. Sembra una cosa semplice…sembra.

Adesso sembra non esserlo più. Prendendo spunto dal documentario “il corpo delle donne” e da un post sul blogghino di jonuzza mi vengono in mente un pajo di cose…

Varie volte ho sentito parlare  “volto sciupato dalla vecchiaja”, “devastato dalle rughe” ecc…ma cosa significa volto deturpato o peggio sfigurato? Un incidente può sfigurare, una malattia…ma non l’età! Possiamo considerare il volto di un vecchio deturpato dall’età? Cosa significa? Un tempo, nemmeno tanto lontano, i vecchi erano un tesoro, depositari di una conoscenza antica e di un’esperienza che gli si leggeva in viso…non per nulla l’iconografia del saggio è sempre stata quella di un vecchio canuto. C’era del rispetto per le rughe, per i segni del tempo, che sono lì, a ricordarci che tutti, e dico TUTTI invecchiamo. Cosa sono i vecchi adesso?  Li chiamiamo anziani? Come un certo gergo politically correct preferisce chiamarli?

Nella attuale società si sta diffondendo la paura di una malattia terribile: la vecchiaja. In accordo ad un canone estetico distorto, e a una sensibilità assolutamente folle, animata da un sedicente show-business, vediamo imporci modelli di donne iperturgide, dalla punta dei piedi a quella dei capelli, passando per glutei, seni e labbra. Donne che in accordo ad un canone strampalato devono essere tutte uguali, tutte idealizzate…come se fossero statue, non esseri umani.

Anche i signori uomini non se la passano bene…Personaggi tirati, con mascelle scolpitissime e sguardi volitivi. Non un filo di grasso…muscoli in tensione, come fossero statue o affreschi rinascimentali. E guai a invecchiare! A far vedere una tetta che cade, o una chiappa non più sodissima…o un labbro (o peggio una tetta) con pressione sotto i due bar (manco fossero canotti)…oppure guaj se un deltoide o l’addominale o un pettorale  non fa più bella mostra di sé sotto la magliettina nera iperattillata…per le rughe & capelly bianchi ancora de la caviamo…

E io mi chiedo…

Perché dobbiamo sentirci obbligati a questo genere di canone palesemente contro natura?

Perché dobbiamo sottostare a questa dittatura che vuole illuderci che il tempo si possa fermare?

Sarò strano io…ma voglio invecchiare, voglio vedere mia figlia crescere, voglio dei nipoti e alla fine si, voglio anche morire (il più tardi possibile…sgrrrraaaattt) in pace, con i miei capelli bianchi, con le mie rughe ed i miei muscoli avvizziti.

E senza botulino.