Il canone Classico

Tornando alle malformazioni, sul ministro (sic!) Maroni (nomen omen) mi è venuta in mente una cosetta…

Sfogliando un qualsiasi libro di anatomia per artisti (quei libri che ti insegnano a disegnare la figura, dove trovi proporzioni, muscoli, canoni, nasi, bocche, occhi, verticali, orizzontali, ecc.) la prima cosa che vedi è il canone classico, secondo il quale la figura è lunga sette teste e mezza. Ci sono ovviamente delle variazioni, ma in generale, nel caso di una persona normale e ben proporzionata, la cosa torna.

NEL CASO DI MARONI NO! Controllate pure, gli mancano due teste abbondanti. E non ha collo.

La domanda nasce spontanea…Il buon Cesare, che avrebbe detto?

In Lombroso Veritas (a volte)

Ho sempre sostenuto che il  caro Cesare Lombroso, antropologo, criminolo, forense ecc., famoso per i suoi studî sulle  misure biometriche dei criminali, avesse piscito di fòri come poche volte. Ma…c’è sempre un ma. Devo questo post ad Alex e Lucia, che hanno sottolineato un fatto sfuggitomi tra le trame della mia cronoca preferita: la colonna sinistra di Repubblica. Il rampollo del ministro Bossi (scus. term.) è stato SEGATO per la terza volta all’esame di maturità. No, non in una scuola pubblica, ma in un collegio (sicuramente compiacente) mal frequentato da preti ed animali simili. No, dico…questo è talmentente demente che non riesce a prendere la maturità manco a pago…è come se uno va con una troja (no, non la carfagna), la paga, e quella non gliela dà. Ora, ecco una foto del virgulto:

CAZZO!! Ma cesare ha ragione! L’idiozia è atavica in lui! Ha la stessa faccia da demente del padre, e la stessa degli altri leghisti (Borghezio, Maroni, Castelli…).

Ora, da persona di scienza, che quindi si affida al dato sperimentale ed al suo riscontro nella teoria, devo pensache che la teoria del Lombroso abbia per lo meno un suo dominio di validità.

Lucia! Te che hai fatto studî specifici, hai per caso le argomentazioni per ribattere?

Il culo non è una postilla…

Devo ringraziare Lucia, che mi ha fatto tornare in mente un altro pezzo di gran cinema!

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Norme & baroni

Bellisimo articolo (di questo collo di papero) del corriere della sera. Copincollo e commento:

CONCORSI – Cambiano le regole per la composizione delle commissioni. Per la selezione dei docenti sono previsti un ordinario nominato dalla facoltà che bandisce il posto e quattro professori ordinari sorteggiati su una lista di dodici persone da cui sono esclusi i docenti dell’università che assume. Per i ricercatori la commissione è così composta: un ordinario e un associato scelti dalla facoltà che bandisce il posto e due ordinari sorteggiati in una lista che contiene il triplo dei candidati necessari, esclusi sempre i docenti dell’ateneo che assume.

Non serve a nulla…Non si parla né di chiara fama, né tanto meno di valutatori esterni al sistema universitario italiano. Nei vari ambiti di ricerca, si conoscono tutti, e anche se si fanno la guerra, quando si tratta del bene comune (piazzare i loro) si trovano sempre d’accordo.

Un emendamento votato oggi prevede che ci sia una commissione nazionale designata dal Cun (Consiglio universitario nazionale) per supervisionare le operazioni di sorteggio che saranno pubbliche. Le nuove commissioni valgono anche per i concorsi già banditi, ma intanto sono stati riaperti i termini per partecipare ai concorsi in atto, viste le novità.

Non cambierà nulla…solo fumo negli occhi.

NORME ANTI-«BARONI» – Tra le novità introdotte in commissione al Senato, le norme anti-baroni: è prevista la costituzione di una anagrafe (aggiornata annualmente) presso il ministero con i nomi di docenti e ricercatori e le relative pubblicazioni.

Completamente inutile. Qualsiasi persona con un minimo di raziocinio, o conoscenza della materia, sa bene che queste informazioni sono già reperibili sul web o dalle banche dati delle Università. Che senso ha creare una mega-anagrafe? Ad esclusione, naturalmente, del fatto che per farla prenderanno (sicuramente tanti) soldi i soliti amici degli amici.

Per ottenere gli scatti biennali di stipendio i docenti dovranno provare di aver fatto ricerca e ottenuto pubblicazioni.

Perfetto, allora perchè non fanno in modo che sia  il Docente stesso a produrre la documentazione? Ad esempio inviando i reprint degli articoli insieme alla domanda?

Se per due anni non ce n’è traccia lo scatto stipendiale è dimezzato e i docenti non possono far parte delle commissioni che assumono nuovo personale.

Giusto.

I professori e i ricercatori che non pubblicano per tre anni restano esclusi anche dai bandi Prin, quelli di rilevanza nazionale nella ricerca.

Giusto. Ma… Se non hai pubblicazioni, nella sezione pubblicazioni dei richiedenti, che cazzo ci scrivi?

Gli atenei dovranno anche garantire trasparenza nei bilanci e far sapere agli studenti come vengono spesi i finanziamenti pubblici.

Giusto.

I rettori in sede di approvazione del bilancio consuntivo dovranno anche pubblicare i risultati delle attività oltre che i finanziamenti ottenuti da soggetti pubblici e privati.

Giusto…sempre ammesso che i bilanci siano veri (siena docet)…E poi, queste informazioni sono già disponibili nei risultati della valutazione che ha interessato tutte le Università nel 2004. 

Altrimenti si rischiano penalità nell’assegnazione dei fondi.

Giusto. Ma anche qui nulla di nuovo.

Insomma…A me queste norme anti-baroni, oltre che essere insufficienti per risolvere il problema, sono anche in larga parte ARIA RIFRITTA. Ecco perché:

1) Cosa si intende per pubblicazione? Un articolo apparso su una rivista “referata” e con impact factor, oppure una comunicazione a conferenza?

2) Un vero”barone” di pubblicazioni (di entrambi i tipi) ne produce molte all’anno…O perché lui lavora e mette il nome, o, come spesso accade, perché altri lavorano e lui decide quali nomi mettere. È una bojata pazzesca definire un barone come uno che non pubblica.

3) Per i concorsi, non è un problema di commissioni, ma di come i candidati sono valutati. Avevo già scritto riguardo al merito qualche post fa.

Queste sarebbero le norme che rivoluzionano l’università? Ma per favore…

Ora è farsa…

Eh si…ormai siamo alla farsa più totale! Se c’è un punto di minimo assoluto in cui un Ateneo può sprofondare, a Siena ci sino molto vicini. Non so se ci siamo arrivati, perché al peggio non c’è mai limite.

Il magnifico, insiema alla sua cricca, non solo non ha intenzione di dimettersi, ma pur di non lasciare la poltrona, sprofondando (giustamente) sé stesso e tutti quelli che gli sono intorno nel baratro, ha preferito correre a Roma e mettersi nelle mani del nostro (sic!) governo piduista ed exvelinista. Cosa ha risolto? Secondo me un BEL CAZZONE, dato che al ministero gli hanno dato comprensione e qualche spicciolo (5 milioni) di trasferimenti dovuti. In cambio, in consiglio di amministrazione ha fatto capolino il peggio del peggio, niente meno che l’editore dei libri del vacchio nazista, tale Josef Ratzinger (Sieg Heil!) aka Benny 16. Un pretajolo del cazzo che riferisce, ordisce e prepara la venuta di chissà quale altro figuro, magari un bel direttore amministrativo che gestisca la trasformazione in fondazione privata.

C’è da dire che a Siena siamo davänti…Tutto quello che le università itaGliane stanno facendo ora (tipo mutui per pagare le borse di dottorato) qui lo hanno già fatto da tempo.

Non ci resta che aspettare e vedere cosa succede. Intanto, per non smentire la sua fama di baluardo della cultura e di una tradizione plurisecolare, il nostro magnifico liquidatore si rende protagonista di episodi che rasentano la farsa, tipo questi:

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Rasentiamo il ridicolo…

Causa lezioni, mi è stato difficile scrivere durante la settimana…Eppure di cose ne sono successe! Ormai non c’è più limite a quello che i berluscones (e le sue ciuccianerchia) riescono a dire:

1) Fabrizio Cicchitto, appartenente alla P2, si è permesso di dire che le posizioni di Di Pietro sono EVERSIVE! Cazzooooooo!!!!! Lui! Ma proprio lui, che fa parte dell’organizzazione eversiva per eccellenza (a detta dello stesso Pertini) si permette di parlare di eversione.

2) Luca Barbareschi che fa il moralista da Santoro…Proprio lui, che quando girava Cannibal Holocaust si divertiva a torturare gli animali che venivano uccisi sul set. Ma con che faccia di cazzo parla? Inoltre (fonte diretta) sembra che durante le riprese fosse sempre strafatto di coca. Ma mi faccia il piacere!

3) La ministra Mara Carfagna (ministra…bah, almeno Caligola nominava i cavalli senatori) ha dichiarato alla Bignardi che i suoi ideali sono sempre stati: DIO, PATRIA e FAMIGLIA. Comeeeee…Miss calendario& culi+tette al wento, dice che questi sono i suoi ideali? Ma da quando? Mi riesce difficile, o quantomeno grottesco, pensarlo nel periodo in cui drizzava phavae con i calendari, oppure quando sculettava (ma in modo pio) in televisione.

4) Maurizio Costanzo (il marito di Maria/o de Flippi) che parla della P2 (con cognizione di causa) dicendo che era solo una lobby affaristica. Il processo di sdoganamento continua senza sosta.

Ma io mi chiedo…Ma la società civile…CHE CAZZO DI FINE HA FATTO???

È possibile che queste persone si permettano di parlare senza che nessuno intervenga? È possibile che quel barile di Costanzo dica le sue minchiate senza nessuno che lo interrompa? È possibile che un piduista si permetta di parlare di eversione? Che un attore da strapazzo si atteggi a grande moralista? Che una calendarista si travesta da santamariagoretti e tutti zitti?

Mappporcaputtana!

Signori…chapeau!

Un vero genio! Se fosse stato in ItaGlia un bel ministero (sanità? pubblica (D)istruzione?) non glielo levava nessuno.

Questo fenomeno, al secolo Ysar Bayrak, è evaso dal carcere nel quale era detenuto per spaccio di droga (beh…potremmo dargli il posto posto dell’onorevole Mele) spedendosi…Sì, si è messo in un bel pacco postale e si è spedito.

La cosa bella, è che non deve essere stao il primo, visto che nelle prigioni tedesche più  moderne, per evitare simili “evasioni”, negli uffici postali sono installati appositi sensori.