NewE

Cari finocchi

Cari stronzoni

Cari amici,

Spero WeeWamente che appr’ezziate i due appunti qui sotto. Prima di non farWeli piachere, sappiate che:

1) Sono fatti rigorosamente dal WeeWo (leggasi WeeWo)

2) Sono fatti in terrazza, non dietro a un Wetro.

3) Faceva -5

4) Dopo i casolari sulla sinistra ho perZo la senZibBilità de’diti. In quelle condizZioni anche tirare una riga dritta è un’iNpresa…

Uwa e mehlE

Ecco un’altra composizZioncina a tyntepyatte…Ci sto prendendo gusto, è una cosa di una difficoltà mostruosa, ma con l’ajuto di Ettore riesco comunque a sfangarla…

uva_mele_tp

Kit da WiaggiO

(Ovvero…come perdere un po’ di teNpo e ritrovarsi con un microstudio portatile per acquerellare in gyro…)

Questo post fa il pajo con quello di Mario, virtuoso dell’acquerello che come me ha la passione dell’en plein air.

Acquerellare in gyro dà delle grandi soddisfazioni, ma, anche se non sembra, richiede un certo sforzo logistico: I colori, l’album da tenere in verticale, il contenitore per l’acqua ecc…Niente cavalletti o tavolini, troppo ingombranti…il kit deve contenere tutto l’indispensabile in pochissimo spazio, e anche durante il lavoro occorre fare in modo da occupare il meno spazio possibile. In teoria si dovrebbe poter lavorare in piedi senza avere bisogno di posare nulla. Ma come fare per:

1) Tenere il blocchetto degli appunti in vertichale.

2) Avere una tavolozza e dell’acqua sullo stesso piano.

3) Spendere il meno possibile.

In commercio si trovano delle comode scatole con degli acquerelli in pasticca. Ettore me ne ha regalata una, ma con l’uso mi sono accorto che ha molti difetti: è piccolissima, la tavolozza non è la mia e non c’è possibilità di tenere tutto in mano.

Ho partorito una prima soluzZione:

montecristo

Presso un tabaccajo ho trovato una scatola di Montecristo ( sygary ottymy, a dispetto del nome), ho tagliato una piastrella bianca e vi ho spremuto i cholori della mia tavolozza, sul coperchio ho incollato una bacchetta di legno per reggere il blocchetto degli appunti. Questa soluzione è ottimale: ho una superficie sufficientemente grande dove fare le mescolanze e con una sola mano sorreggo sia la tavolozza che il blocchetto. Resta il problema dell’acqua, a quello ci sto ancora penZando…forse prenderò una scatola più grande, oppure continuerò a cercare…per adesso mi accontento del fondo di una bottiglietta da m’ezzo lytro.

P.S.

Eventuali suggerimenti sono strabenvenuti!

TyntepyattE

Giornata pienissima…sveglia prestino (venti alle sei) cholazZione e treno per Milàn, arrivato incredibilmente in horario.

L’esercizio di oggi è stato di una difficoltà assurda, lavorare a tinte piatte ti costringe a gestire i colori cambiandoli di poco, e passare da uno all’altro è stato veramente un chasino…E ci si è messo pure il disegno della composizione…tutti ovali…le mie bestie nere…Oh! non mi riescono…

Alla fine, grazie agli inZegnIamenti di Ettore e alle sue correzioni il lavoro non è venuto male, deve essere anchora finito, ma mancha pocho…eccholo:

tinte_piatte

P.S.

A Milàn mi hanno anche confermato quello che ho letto in uno dei vostri blogghinen…il giovane renzo bossi (sc. term.) si becca una bella cifretta al mese (circa 10 mila eury) in qualità di membro del direttivo di un osservatiorio che deve vigilare sull’expo…Io a quello, incapace fino al midollo (cosa ampiamente dimostrata sui banchi scolastici), non gli farei vigilare manco la pisciata di un cane…e meno male che “Roma ladrona”….

Blu Oltremare

(Acquerello Maimeri blu, per la precisione…)

Oggi la biNbetta arrrabbiona ha dato il meglio (che purtroppo è anche il peggio) di sé…Gli stavo preparando la pappa, e stranamente se ne stava in silenzio.  Invece di fare come al solito, cioè di preoccuparmi quando non la sento, ho lasciato correre. PESSIMA MOSSA!

In tre minutis nettis, la jena è stata capace di:

1) Aprire la cerniera dello zaino.

2) trovare la tasca interna.

3) Prendere la scatola degli acquerelli in godet, aprirla e rovesciarne il contenuto.

4) Poppare la pasticca del blu oltremare.

La scena è degna della migliore filmografia…La vedo…realizzo…mani blu! Niente panico…non ha fatto in teNpo a poppare…Vedo la bocca…OK…PANICO!

In un micosecondo la prendo, la porto in bagno e la pulisco, poi passo alla lingua…pulisco anche quella…

Telefono al 118…racconto (trattenendo le risa) l’acchaduto e mi danno il numero del centro antiveleni di Milano. Chiamo…la dottoressa mi dice che gli acquerelli non sono tossici…al massimo farà la cacca blu!

FINE PANICHO!

Ho un mostro per casa…un mistro tra Arsenio Lupin, un aspirapolvere e Picasso…

AJUTOOOOOOO

Finito…

Dopo gli studi realizzati in piccolo,   ho messo su un telajo e ho provato a fare un acquerello più grande.Di solito faccio seNpre casino, non riesco a gestire il pennello e faccio tutto piatto…Invece stavolta è andata bene…

case_gc4

L’ho mandato a Ettore, che, invece di distruggerlo come al solito, ha detto che va bene.  Contrasti, accostamenti, cielo, macchie & co…E non mi prendeva per il chulo…ha detto che va proprio bene…e che sono pure diventato bravo (e la cosa mi preoccupa). Pero! Adesso riesco a vedere i cholori…non sono più cieco…solo miope.

P.S.

Occhei…ora caNbio soggetto…

24/08/08

Per uno strano gioco del destino ero a Milano. E per un gioco ancora più strano ne stavo parlando con Ettore, mentre andavamo verso Gaggiano per dipingere un po’ all’aperto. Troviamo una risaja piuttosto charina, ci fermiamo, montiamo l’ambaradan e cominciamo a disegnare.

Una telefonata arriva mentre sto finendo il disegno…è la mamma. PenZo voglia dirmi della biNbetta arrrabbiona…Invece mi dice che il Vecchio è morto. Era ora, dico. Non era più lui, era solo un povero vecchio tenuto in vita (?) dall’egoismo dei figli, una vita diventata un’umiliazione di un corpo ormai vecchio e troppo stanco. E lui lo sapeva. E lui da giorni rifiutava il mangiare.

Continuo l’acquerello…Eccolo…non è un granché, oggi saprei fare di meglio. Non l’ho buttato…questo lavoro  è particolare…l’ultimo ricordo di mio nonno.

gaggiano