DialoghY

DeWo solo alla phortüna l’aver troWato, sulla metro diretta a Pozzuoli, questæ æpigraphy, etterno testimonio, da quello che posso intuïre, d’un dialogo tra due de’ più raffinati gientlemen nel noWero della crema napoletana.

Lascio la traduzZione æsatta a’lettori partenopæi, che, sono sichuro, illumineranno il bujo della nostra iNNioranSa traducendo le missiWe.

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21 Risposte

  1. Ma sei proprio sicuro di volere la traduzione letteraria?
    Non vorrei involgaViVti il blog. Comunque trovo interessante, gergo colloquiale a parte, il ricorrere della rottura del deredano nell’albero genealogico del secondo interlocutore….e l’uso della “K” che, ricordiamolo, non esiste in napoletano ma proviene dalle moderne influenze telefoniche del messaggio breve.
    Un repertorio più ampio e variegato puoi trovarlo nelle toilettes maschili. Solitamente corredato di numero di telefono in quelle femminili.

  2. TranCuilla BH, trattandosi di una Cuestione antropologGica, la traduzZione letterale serWe a’soli scopy della scEnza, che, chome sappiamo, è immune da tali b’assezze…

  3. Vabbè vediamo se si puo’ rendere letteralmente, eventuali altri napoletani all’ascolto, prego fornire traduzione di “scurnacchiat” che io so che è un’offesa ma non ne conosco l’etimologia precisa:
    Interlocutore 1: Volevo dire una cosa al caro amico Kaf (cafone o cafardo), mandami tua nonna dal deredano “danneggiato” che genero’ quella “poco di buono” di tua madre, che genero’ con quello scornacchiato (intraducible) di tuo padre quella “lota” (letteralmente “fango”, schifezza immonda) che sei tu.
    Interlocutore 2: caro KTM (sta quasi sicuramente per “chi t’è muort”, offesa di sicuro impatto che coinvolge cari defunti), fatti una, ehm, scopata di chi…..(illegibile, forse “stramuort”, forse peggio ancora), tua madre ha, ehm, uhm, una…vabbè avete capito insomma cosa ha, no?

  4. GrazZiæ pel prezioso ajuto!

    EffettiWamente qualcosa ero riuscito a catturare, complice anche il fatto che, avendo i genitori pugliesi, il dialetto delle loro parti lo capisco molto bene (pur non parlandolo).

    Wengoti adesso in ajuto per le sezioni in cui la grafia de’ nostri interlcutori viene un po’ meno a chausa della foto:

    1) la terza riga della colonna di destra mi pare “e chi te stramila…”. E deWo dire che lo stramila è una locuzione a dir pocho fantasticha!!
    2) Della prima cholonna mi mancava “lota”, adesso la frase ha un signiFICAto più compiuto…
    3) L’ultima frase sulla destra, pur capendone il testo, mi sfugge per etimologia…ma suppongo non sia cose che una signora possa scrivere a Quor tanto leggero, pur trattandosi di Cuestioni antropologGiche.

    Lascio quindi l’ænigna al prossimo napoletanO di passaggio…

  5. ah, la letteratura😀

  6. Eccerto!

    Questo blog mette la CULtura al primo posto!!

  7. Posso risolvere l’ eniGGma dell’ ultima frase della seconda colonna. Vuol dire: “la parte anatomica femminile della tua genitrice è tutta un bollore” ovvero “la tua genitrice è donna promiscua”. Bye bye!

  8. Io l’ho lasciato un commento, ma non l’ho più ritrovato. Che fine ha fatto?

  9. Non so chosa dirWi…sarà il malocchio…proWate arymandarly…

  10. Bianca – Hamburg. Non inizia con “manname” ovvero “mandami”. Quella parola è “all’anema”. “All’anema ‘e chella rottinculo di tua nonna che fece quella troia di tua madre, etc. il resto è ben tradotto. Nella seconda “fatti una scopata ‘e chitestramuorto (forse) e non si legge bene il resto.
    Il termine “scornacchiato” – scurnacchiato in apoletano – si riferisce a qualcuno che ha una moglie con la f…. che le bolle e il pover’uomo si ritrova pieno di corna “uno ca tene cchiù corna ‘e ‘na sporta carreca ‘e maruzze – uno che ha più corna di una sporta carica di lumache – ovvero uno ca tene tanta corna ca si chiuvessero taralli ‘a cielo, nisciuno caresse ‘nterra – ovvero uno che ha tante corna che se piovessero taralli dal cielo nessuno toccherebbe terra.
    Qui Napoli, a voi studio.
    Guido

  11. Ci sono riuscito!

  12. Io “all’anema’ scritto cosi’ veramente non lo avevo mai visto…deve essere un neologismoo_O

  13. Molto int’eressante questa disquisiZzione dotta tra napoletani…Continuo a sostenere che la terSa righa della seconda colonna sia “E KITESTRAMILA”

  14. @Bianca – Hamburg Forse, è “mallanema”. Vabbe’, ma poi che sarà mai la stele di Rosetta?
    @4ngelo -“E KITESTRAMILA” non significa niente in napoletano.

  15. sono rapita. decifrare l’etrusco mi sarebbe sembrato più complicato. chapeau!🙂

  16. Si l’ætrvsco…tsk…roba da nIonati…

  17. Può darsi, ma io “kitestramila” non l’ho mai sentito.

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