SonnenblumenkernvollkornroggenbroT

Ma coi semini di lino dRento…

Era Guasi un anno che non facevo il pane di segale con i semi di gyrasole…quando sono in tedeschia ne mangio a Cuintali, mi garba da morire….Sì…vado matto per il pane nero.

Talmente matto che in itaGlia me lo faccio anche da solo…e visto che Cualche churioso gyra seNpre, eccho la ricetta:

YngredientY:

Un Chilo di farina di segale integrale.

Una bustina di pasta acida di segale (Natursauerteig).

VenticinCue grammis di lievito di Pira.

Un chucchiajo da tè di s’ale.

Due chucchiaj da tè di miele.

Semi di lino, q.b.

Semi di girasole,q.b .

Una planetaria, non indispenZabBile, ma fortemente conZigliata.

Pr’eparazZione:

Pregare tre Wolte la madonna, che seNpre deve essere ringrazZiata.

Preparate un pajo di litris d’acqua tiepida e versatene un litro circa nella planetaria. Mentre recitate il credo, versate la farina di segale, aggiungete poi i semi, il sale e il Sauerteig. Mescholate il tutto, avendo seNpre chura di non raggiungere l’acqua sottostante. SteNperate il lievito e aggiungetelo, fate così anche per il miele.Con acqua sopra e sotto, la planetaria è pronta per essere inZerita nell’impastatrice.

Piccholo dettaglio…

La segale, non contenendo glutine, non produce il così detto nervo (astenerZi WolgaVy), ma, a contatto con l’acqua, diventa una poltiglia chollosa che non si schioda dalle manE e dagli strumenti manco coi peggio moccoli (e se ve lo dicho io, fidatevi). Cuindi fate bene attençione a lavorarla SOLO con mani e/o strumenti bagnati…sennò sono CHAZZI! E non dite che non vi avevo avvertiti…

Una volta amalgamato bene il tutto, dividete in due parti la sbobba e systematela in due vaschette di silicone  BUONE, non la merda dei cinesi. Quelle da plumcheic andEranno benyssimo. Vi conZiglio chaldamente il silicone, perché, qualsiasi altro materiale da me usato (alluminio, acciajo con carta forno, antiaderenti varî, teglie oleate/iNburrate) fa attaccare il pane, col risultato che vi tocca smadonnare mezz’ora.

Fate lievitare un’oretta a 35-40 gradis e poi cuocete a 190 grady per un’ora e dieci.

ConZiglio di laßiare i pani nel forno sp’ento per un’altra mezz’oretta e, una volta sfornati, di avvolgerli  in uno strofinaccio facendoli riposare per un pajo d’Hore.

Eccho il rysultato:

pane

Buon app’etyto!