L’Oceania!

Fynalmente arrivo all’Oceania, Terra al teNpo lontassima, ma che, pochi decenni dopo ci avrebbe dato una delle più grandi menti della fisica moderna…lo zio Rutherford!

Ma bando alle ciance e veniamo a noi!

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Dal seno del Grande Oceano [il pacifico], fra l’aspetto meridionale ed orientale dell’Asia, esce un numero infinito di bellissime isole, delle quali alcune sono radunate in gruppi, altre sparse qua e là a molto grandi distanze fra loro. Tutte insieme formano la quinta parte del globo, quella che si chiama Oceania. Non è vero che pare un mondo che per un caso o per l’altro sia andato in frantumi? Ci sono tanti vulcani, e ogni isola ha il suo, quasi si può dire, e non può essere a meno che sieno avvenuti là di grandi sconvolgimenti. Sentite che raccontano que’ popoli selvaggi nelle loro favole: che nei tempi antichi un gigante portava la terra sopra il suo capo, che stanco la lasciò un tratto cadere, si spezzò nel mare, e rimasero appena quelle isole per abitazione degli uomini. Le son favole, mi direte. Lo so che sono favole; ma intanto accennano a qualche cosa di grosso, che deve essere avvenuto in quelle parti là. Anche in oggi i terremoti vi sono frequenti e terribili.

La maggior parte delle isole dell’Oceania restano a mezzogiorno dell’equatore, e così le più grandi come  la Nuova Olanda, la Nuova Guinea, e la Nuova Zelanda.

In questa parte del mondo si trova ogni qualità di clima, dal dolce e profumato d’Italia, fino al caldo brucente del centro dell’Affrica: e così la terra è ferace di variatissimi prodotti, tanto per la vegetazione che per la ricchezza delle miniere.

Gli abitanti si computa che possano arrivare a quattro milioni; dei quali la parte minore sono europei: il resto sono indigeni, cioè del luogo: quali più, quali meno selvaggi; quali buoni ospitalieri e industriosi, quali feroci ed antropofagi. Ma non tutte le isole sono conosciute, e anche quelle che si conoscono meglio e dove si sono fermati gli europei, le notizie finiscono  lungo le rive del mare [discorso un po’ a pera eh?!].

L’Oceania si divide in due parti: L’Australia e la Polinesia.

L’Australia si compone della Nuova Olanda, che è l’isola più grande della terra, detta anche Continente Australe, dell’Isola di Diemien, della Nuova Guinea, della Nuova Bretagna, delle Isole Salomone, della Nuova Caledonia, ed altre di minor conseguenza.

La Polinesia, che vuol dire molte isole, comprende l’Arcipelago di Magellano, le Marianne o Isole dei Ladroni [ottime per l’attuale governo], le Caroline, le Marchesi, le Isole dei Navigatori, degli amici della Società, di Taiti, ed altre moltissime che non si finirebbe mai a rammentarle: per cui sarà meglio saltarle a piè pari, e dir piuttosto qualche cosa di più particolare di due o tre delle più grandi.

Alcune Isole dell’Oceania

La Nuova Olanda è l’isola più grande della Terra, e ci hanno fatte, specialmente  dalla parte di levante, molte colonie gl’inglesi, perché fertile e rendono assai le sue miniere d’oro. Gl’indigeni sono tanto selvaggi, che, se non parlassero, appena si distinguerebbero dalle bestie. Le colonie principali sono quella della Nuova Galles che ha per capoluogo Sidney di forse 30 mila abitanti, e la Vittoria nella estrema parte meridionale, che ha per capoluogo Melbourne, cui danno 90 mila anime. A mezzogiorno della Nuova Olanda c’è l’isola di Van Diemen [La nuova Zelanda?], abitata da popoli molto selvaggi e nemici a morte degli europei che ci vanno a stare. Ma gl’inglesi rendono al loro pan per focaccia, e quando li posson pigliare li trasportano in altre isole.

La Nuova Guinea sta a tramontana della Nuova Olanda ed è molto grande e fertile. Gli olandesi hanno colonie ad occidente: nel resto sono negri selvaggi, ma non cattivi.

Le isole Sandwch restano a tramontana dell’equatore e gl’indigeni che le abitano sono d’indole buona, intelligenti ed industriosi. Hano scuole, una stamperia e fabbricano stoffe ed aromi. nello stesso modo si può dire di quelli delle isole Taiti, che sono un gruppo nelle Isole della Società. E così deve venire tempo che si dovrà dire di tutte, perché è legge della provvidenza, che debba trionfare la civiltà su tutta la faccia della terra. [evviva la scEnza! Evviva il progresso! Evviva Diderot!]

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No, dico io, ma questo pezzo non è magnifico? C’è dentro tutto lo spirito di metà ottocento: la civiltà, il progresso inarrestabile, la fiducia nel futuro, nell’uomo e nelle sue capacità!

11 Risposte

  1. magnifico..!!
    interessante…
    e non stò scherzando!!!!

  2. stupendo, me lo segno per le prime lezioni del prossimo anno sul colonialismo

  3. @caterina:😀

    @jonuzza: Eh! Quando si dice attingere dalle fonti storiche…

  4. 🙂
    sbaglio o manca ancora il mio continente preferito??

  5. chiedo asilo politico!!!

  6. @stella: Ma non era l’america di mezzogiorno? Oppure l’Asia…o l’Affrica…pazienta, pazienta!

    @R54: Guido mi consiglia le isole vergini. Nonostante il nome possa far gola a papi, non è un paradiso fiscale…

  7. L’america di mezzogiorno mi garba abbastanza, ma per l’africa ho una passione speciale🙂

  8. magnifico è dire poco
    scoprire terre conosciute ma così tanto sconosciute
    può solo far piacere
    ed allargare il campo della visuale…
    buon week end😛

  9. Magnifico veramente😛

  10. @Angelina: Effettivamente…ma te che fai? In ferie torni in se-celia o rimani ad AmterdamO😀

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